Cosa si nasconde dietro Truth Social? Tutto quello che devi sapere sul social network di Donald Trump

3 aprile 2022
Cosa si nasconde dietro Truth Social? Tutto quello che devi sapere sul social network di Donald Trump

Truth è il nuovo social network nato per incoraggiare la libertà di parola senza discriminazioni di colore politico. E indovinate un po’ da chi è stato fondato? Si proprio lui: The Donald!

Truth è la piattaforma social dell’ex Presidente degli Stati Uniti Trump. Ė stata lanciata ufficialmente lo scorso 21 febbraio 2022 per il solo pubblico americano, in concomitanza del President’s Day, evento che celebra tutti i presidenti.

 

Ma andiamo con ordine. Perché mai “The Donald” avrebbe dovuto creare una piattaforma social in diretta concorrenza con colossi come Twitter, Facebook ed Instagram a fare da padroni nel mercato mondiale? Tutto ha inizio il 6 gennaio 2021, quando migliaia di persone occupano il Campidoglio nella convinzione che la vittoria alle elezioni del nuovo Presidente Joe Biden sia stata truccata. In quell'occasione Trump, invece di placare gli animi e condannare la rivolta, la incita, costringendo Twitter, Facebook e Instagram a bandirlo, proprio in virtù del suo ruolo istituzionale.

 

Prima che il suo account Twitter venisse rimosso, Trump aveva quasi 90 milioni di follower e 34 milioni di fan su Facebook. Se c'è una cosa che l’ex Presidente aveva adorato fare prima e durante la sua presidenza, è stata la pubblicazione sui social. Andando a scavare nell’archivio dei suoi tweet passati, Trump ha twittato in media oltre 30 volte al giorno fino alla fine del suo mandato. Dopo essere stato espulso, è tornato su Internet con un blog di breve durata che ha pubblicato aggiornamenti simili a Twitter.

 

 

“Viviamo in un mondo in cui i talebani hanno un'enorme presenza su Twitter, eppure il tuo presidente preferito è stato messo a tacere. Questo è inaccettabile", ha detto Trump. "Sono entusiasta di iniziare presto a condividere i miei pensieri su Truth Social e di combattere contro le Big Tech." Quando è arrivata la data di lancio, tuttavia, decine di migliaia di persone non sono state in grado di accedere al social e a quasi un mese di distanza, le incognite sono molte, come le verità del resto. Trump sembra aver fondato una piattaforma dove è lui a stabilire le regole e a parlare direttamente con i suoi sostenitori.

 

Truth è come Twitter ma meno popolare! Come funziona Truth Social

Ad oggi Truth può essere usato solo da chi possiede un iphone perchè l’app è scaricabile solo dall'Apple Store e non è disponibile ancora su Play store. Google avrebbe impedito la pubblicazione dell’app gratuita, su questo aspetto sembra ci sia una causa in corso da parte di Trump.

Truth è in pratica una copia di Twitter, ma meno famosa!

Le  uniche “differenze” sono le etichette di testo e la paletta colori dell'interfaccia utente azzurro per Twitter e viola chiaro per Truth Social, tutto il resto è identico. La schermata del profilo è composta da schede: Truth (Verità), Truths & Replies (verità e risposte) e Media appena sotto il conteggio dei follower e la biografia del profilo. Rispetto a Twitter l’impressione che si ha a colpo d’occhio è che sia una piattaforma web più moderna, probabilmente grazie a Mastodon, il software open source con cui è costruito.

Nella parte bassa dello schermo c’è un bottone con l’icona di una matita con un più, proprio come su Twitter, che serve per comporre un truth (una verità). Il deja vu si concretizza appena premuto il pulsante, la schermata di composizione è quella di Twitter. L'unica novità è che si hanno a disposizione su Truth sono 500 caratteri contro i 200 di Twitter. Finalmente qualcosa di nuovo!

 

Gli alerts corrispondono alle notifiche di Twitter, che mostrano tutte le "ri-verità" (equivalente dei retweet). La ricerca consente di scoprire nuovi profili, verità (truth) e hashtag popolari. Anche Il feed delle notizie con i post degli utenti che si è scelto di seguire è identico a quello di Twitter. Messaggi, immaginiamo sia la sezione riservata ai messaggi privati. Secondo Truth Social è in arrivo una "nuova" esperienza di messaggistica, ma in questo momento le conversazioni private tra utenti non sono possibili.

 

La dura verità: il flop di Truth

Al debutto Truth Social era ai primi posti nella classifica dell'Apple Store, ma già adesso si trova al 57° posto, in caduta libera! L’ex presidente degli Stati Uniti ha pubblicato solo un singolo post dal suo lancio, più di due settimane fa.

A decretare Il fallimento, per ora solo temporaneo, è il numero di persone che seguono Trump. In questo momento sono soltanto 201.000 persone. Truth esiste perchè è l’unico social in cui le persone possono seguire ed interagire con Trump, dopo che è stato bandito da tutte le piattaforme web! Chi utilizza Truth Social lo fa solo per seguire il suo presidente preferito, ed è proprio lui l’utente che viene suggerito quando si apre la ricerca. Ad eccezione di Trump, ci sono soltanto i post dei pochi utenti Vip, che innescano il coinvolgimento degli utenti attraverso migliaia di commenti.

Se lo stesso fondatore ha fatto un solo “truth” da quando è stato lanciato il Social, quali sarebbero le ragioni per l’utente di rimanere nella piattaforma? Il lancio in sé è stato entusiasmante ma alla stragrande maggioranza delle persone che scaricavano l'app, veniva assegnato un numero di lista d'attesa. Nove giorni dopo, la maggior parte resta in quella lista d'attesa senza una comunicazione da parte dell'azienda. Che tu sia un "hater " o un “follower” di Trump, c'è una cosa su cui probabilmente tutti siamo d'accordo: Trump non è noioso. Ma la sua piattaforma social si! Questa è la dura verità: Truth è stato un pessimo affare per Donald.

 

Truth Social: dalla verità di tutti alla verità di pochi Il social che censura e caccia gli utenti

La piattaforma Truth Social sta lottando con problemi tecnici fin dal suo debutto. Il sito, che si è presentato come una sorta di alternativa alla libertà di parola sfidando Twitter con politiche di moderazione dei contenuti più permissive, ha già fatto uscire alcuni utenti. Nei fatti la politica di moderazione di Truth Social è più severa di quella di Twitter, nonostante la sua pretesa di essere un rifugio dalla censura dalle Big Tech. Gli utenti di Truth Social possono essere sospesi o bannati dalla piattaforma per la pubblicazione di contenuti che i moderatori considerano falsi, diffamatori o fuorvianti. Il tutto si basa su una combinazione di moderatori volontari, segnalazioni degli utenti e bot per gestire la rimozione dei contenuti.

In conclusione quella che doveva essere “the big tent” della verità di tutti rischia di essere solamente “the little hole” della verità di pochi.

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